Empathy Garden @Orticolario 2014

 

 

The project Empathy Garden was born as an installation in the Central Pavilion of the Exhibition Centre of Villa Erba on the Lake of Como in occasion of Orticolario (3-5 October 2014) – one of Italy’s leading events on advanced gardening.

An Evolution of the project St Horto, Empathy Garden is a hybrid space: a meeting point, a stage for events and promotion of a culture of sustainability as ecosystemic consciousness, a showcase for local farms products and an immersive experience where atmospheric perceptions, the activity of plants and people are converted into a soundscape.

 

 

 

The key concept of the project is empathy, the ability to perceive the world outside ourselves, feeling part of it. We believe that only through the development of a strong empathic link with what surrounds us we can find ourselves in balance with nature.

In terms of design the scheme of the installation has been structured on the extremely rational geometric pattern of the central pavilion, modifying the radial structure of the scheme to respond to functional needs and budget. The result is a project composed of fragments that does not renounce to communicate a sense of unity in the points of highest density of the elements, revealing the regularity of the underlying geometric pattern.

Landscape architecture

The key element that has been taken into account at an early stage was the color and the effect the pavilion would have had within the complex. Another very important issue was the proportion and geometry of the modules and “sails”, as distinctive elements of the installation.
In this respect the landscape architect has carefully studied the arrangement of the species according to the size of individual plants; priority was in fact that despite the density of fruits, flowers and foliage (there were over 800 plants of 20 different species) the structure of the design would remain visible, while the overall intent was to create scenes and target looks towards interesting details.

 

 

 

 

As for the choice of colors, the landscape architect was inspired by the perfect harmony that binds colors and music in synesthetic perception, even tones therefore as the melody had spread from the center of the garden to the surrounding space. At the center where the volume of the music is increased, the whites of ageratum, carnations and violets, then the yellow marigolds, peppers and chillies in new varieties and yellow violets to accompany our gaze to the tones of orange and red. Cyclamen, snapdragons, alkekengi, nasturtiums, tomatoes and more to the dark shades of blacks cabbages and asters. In a such a sensorial garden we could not have left out the aromatic species, as mint, oregano, myrtle, thyme and helichrysum matched with lippia citriodora have mixed their fragrances to deepen the experience of visitors to this Empathy Garden.

The space of Empathy Garden is a deep space, while you are dragged gently by colors, aromas and music, it becomes easier to remember that we are part of it.
Intimately linked to nature: Empathy as feeling within. In any kind belong waves that propagate from Empathy Garden, whether music or color, bring in some resonance within us, in our inner garden.

 

 


Music and Sound Design

In the Empathy Garden also music is also linked to the environment in a symbiotic relationship. A nucleus formed by different melodies, as many as the cardinal points (and wind directions), evolves according to what surrounds it. The rhythmic regularity and control of musical form have been structured in a way to have an effect of unpredictable harmony. The physical and human interaction generate the flow of sound; the role of the composer was to create boundaries within which this could turn chaos into music.

Through the use of the software MaxMSP a truly interactive musical instrument has been developed, capable of generating music which is always similar but never the same. Data from the weather station is converted into MIDI signals and sent to the computer. The latter uses the temperature to change the timbre of the sounds generated by moisture to handle the amount of reverb and direction of the wind to move between the 8 pre-existing melodies. The wind speed is instead associated to the speed of rotation of a “bingo-sequencer” which has 4 spheres within— the contact between the latter and the sides of the hexagonal surface corresponds to a virtual finger that presses on the button, as virtual, of a hypothetical piano.

To insert entropy within the system Markov chains have been used, with the final aim of developing an interactive, multi-levelled experience, capable of generating sounds through interaction with visitors (harps sound and motion tracking systems), with the environment and the plant physiology (through environmental sensors and measuring the electrical activity of the plants).

The goal was to create a stable body governed by mathematical and physical laws but do not renounce the unpredictability and the ability to change itself depending on the surroundings, in a sort of thermodynamic equilibrium. The result is a tribute to nature, perfect in its imperfection.

 

 

 

 

Complete description of the project, here.

Credits:

Concept and Design: Giacomarra Architecture
Landscape Architecture: Matteo Fogaroli Landscape Architecture
Music and Sound Design: Iacopo Sinigaglia
Interaction Design: Marco Pesoli
Marketing: Domenico Canzioniero

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EG Plan

 

 

Il progetto Empathy Garden nasce come installazione nel Padiglione Centrale del Centro Espositivo di Villa Erba sul lago di Como in occasione di Orticolario (3-5 ottobre 2014) – il principale evento italiano sul giardinaggio evoluto.

Evoluzione del progetto St Horto, Empathy Garden è uno spazio ibrido: un punto di incontro, un palco per gli eventi e la promozione di una cultura della sostenibilità come coscienza ecosistemica, una vetrina per i prodotti di aziende agricole locali e un’esperienza coinvolgente in cui le percezioni atmosperiche, l’attività di piante e persone sono convertite in un paesaggio sonoro.

Il concetto chiave del progetto è l’empatia, la capacità di percepire il mondo fuori di noi, sentendoci parte di esso. Noi crediamo che solo attraverso lo sviluppo di un forte legame empatico con ciò che ci circonda possiamo sentirci davvero in equilibrio con la natura.

In termini di design lo schema dell’impianto è stato strutturato sul modello geometrico estremamente razionale del padiglione centrale, la struttura radiale del sistema viene quindi modificata per rispondere alle esigenze funzionali e di budget. Il risultato è un progetto composto di frammenti che non rinuncia a comunicare un senso di unità nei punti di maggiore densità degli elementi, rivelando la regolarità del disegno geometrico sottostante. 

 

 

eg modules

 

 

Landscape Architecture.

L’elemento fondamentale che è stato preso in considerazione in una fase iniziale è stato il  colore e l’effetto che avrebbe avuto il padiglione nel complesso. Altra questione molto importante è stata la proporzione delle geometrie dei moduli e delle “vele” che tanto hanno distinto l’allestimento. A tale proposito l’arch. Fogaroli ha studiato attentamente la disposizione delle specie in funzione delle dimensioni delle singole piante; era infatti prioritario che nonostante la densità di frutti, fiori e fogliame (sono state utilizzate complessivamente oltre 800 piante di circa 20 specie diverse) rimanesse ben visibile la struttura del disegno, al contempo l’intento complessivo era quello di  creare delle quinte e indirizzare gli sguardi verso dettagli interessanti.

Per quanto riguarda la scelta dei colori l’architetto del paesaggio si è ispirato alla perfetta sincronia che lega colori e musica nella percezione sinestetica, anche le tonalità dunque, come la melodia, dovevano propagarsi dal centro del giardino verso lo spazio circostante: al centro dove il volume è maggiore, il bianco degli ageratum, dei garofani e delle viole, poi il giallo dei tageti, di peperoni e peperoncini in varietà e di nuovo viole gialle per accompagnare lo sguardo verso i toni dell’arancio e del rosso. Ciclamini, bocche di leone, alkekengi, nasturzi, pomodori ed altro ancora fino alle tinte scure di cavoli neri, cavoli cappucci viola ed aster, protagonisti assoluti di questa edizione di Orticolario. In un giardino dalla sensorialità così marcata non potevano mancare le specie aromatiche, così menta, origano, mirto, elicriso accostati a timo e lippia citriodora hanno mescolato le loro fragranze per approfondire l’esperienza dei visitatori di questo Empathy Garden.

Lo spazio di Empathy Garden è uno spazio profondo, mentre si è trascinati dolcemente da colori musica e aromi, diventa più facile ricordare che anche noi ne siamo parte. Intimamente legati alla natura da sempre: Empatia. A qualsiasi genere appartengono le onde che si propagano da Empathy Garden, siano esse musica o colore, mettono in risonanza qualcosa dentro di noi, nel nostro giardino interiore.

Musiche e sound design.

Nell’Empathy Garden anche la musica è legata all’ambiente in un rapporto simbiotico. Un nucleo formato da melodie differenti, tante quanti i punti cardinali (e le direzioni del vento), si evolve in base a ciò che lo circonda. La regolarità ritmica ed il controllo della forma musicale sono stati ridimensionati in favore di un meccanismo che facesse dell’imprevedibilità il proprio punto di forza. Sono le proprietà fisiche e l’interazione dell’uomo a generare il flusso sonoro; il ruolo del compositore è stato quello di creare i confini entro cui questo caos potesse tradursi in musica.

Attraverso l’utilizzo del software MaxMSP si è sviluppato un vero e proprio strumento musicale interattivo capace di generare una musica sempre simile ma mai uguale. I dati provenienti dalla stazione meteo vengono convertiti in segnali MIDI ed inviati al computer. Quest’ultimo utilizza la temperatura per modificare il timbro dei suoni generati, l’umidità per gestire la quantità di riverbero e la direzione del vento per muoversi fra le 8 melodie pre-esistenti. La velocità del vento è associata invece alla velocità di rotazione di un “tombola-sequencer” che ha all’interno 4 sfere, il contatto fra quest’ultime ed i lati della superficie esagonale corrisponde ad un dito virtuale che preme sul tasto, altrettanto virtuale, di un ipotetico pianoforte.

Per inserire entropia all’interno del sistema sono state usate le catene di Markov, con l’intento finale di sviluppare una parte interattiva come esperienza a più livelli, capace di generare suoni grazie all’interazione con i visitatori (arpe sonore e sistemi di motion-tracking) , con l’ambiente e la fisiologia delle piante (attraverso sensori ambientali e di misurazione dell’attività elettrica delle piante).

L’obbiettivo era quello di creare un organismo stabile e regolato da leggi matematiche e fisiche ma che non rinunciasse all’imprevedibilità ed alla capacità di variare se stesso in funzione dell’ambiente circostante, in una sorta di equilibrio termodinamico. Ciò che ne risulta vuole essere un omaggio alla Natura, perfetta nella sua imperfezione.

 

 

 

 

Per la descrizione completa del progetto, potete consultare il blog 

Credits:

Concept and Design: Giacomarra Architecture
Landscape Architecture: Matteo Fogaroli Landscape Architecture
Music and Sound Design: Iacopo Sinigaglia
Interaction Design: Marco Pesoli
Marketing: Domenico Canzioniero

Sponsors:

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